1974 - 1979 Europa e Mediterraneo

1974
(di Saverio Vertone) - Inghilterra Scozia e Irlanda nel calderone della CEE- Aree forti e zone di sottosviluppo- Affinità e contrasti con la situazione italiana
1974
(dibattito: S. Vertone F. Bertinotti e R. Cominotti-)- Una Scelta per lo sviluppo- Italia Paese di frontiera-Inefficienza tecnica e politica subalterna
1974
(di Saverio Vertone intervista a Giorgio Amendola)
1974
(di Saverio Vertone) L’agricoltura nei Paesi della Comunità Europea è organizzata secondo un criterio autarchico, protezionistico, burocratico e dirigistico…-Programmatico spostamento delle risorse dai Paesi più poveri a quelli più ricchi. NUOVASOCIETA’ attraverso questa analisi svela i segreti del MEC agricolo.
1975
(di Saverio Vertone) Dal convegno dell’Istituto Gramsci la pria proposta organica per uno sviluppo alternativo.-Le preferenze della FIAT per un graduale processo “evolutivo” e le richieste della sinistra per una differenziazione immediata- Una generica contrapposizionetra la linea Kissinger e la politica euro-mediterranea.
1975
(di Saverio Vertone firmato Alessandro Grimaldi) – Come sbrogliare la matassa della crisi-
1975
(di Saverio Vertone)- E’ finita in Italia la fuga dal Mediterraneo- Diffuse preoccupazioni per l’atteggiamento della Germania federale- E’ ancora economicamente legata alla CEE la Bundesrepublik – Una tesi di De Cecco sulla vocazione germano-centrica del Mediterraneo..
1979
(opinioni di Michel Foucault e Noam Chomsky sulla sinistra europea)- Il vecchio Continente fra i problemi dello Stato e i problemi del mondo-
1980
(di Roberto di Caro) – Il sovvertimento dei rapporti tra i Paesi industrializzati e il Terzo Mondo, lo scontro sull’assetto dell’Europa occidentale nel prossimo futuro, i caratteri particolari della “questione nazionale” italiana, l’eurosinistra: si stabiliscono rapporti e legami nuovi tra Paesi e tra partiti..
1981
(Dopo le vittorie elettorali dei socialisti in Francia, Spagna e in Grecia) L’Europa meridionale (cui per cultura, interessi e in parte per situazione geografica appartiene anche la Francia) è collocata a ridosso dell’equatore storico, sociale ed economico che divide il Nord ricco dal Sud povero del mondo. L’eurosocialismo, che proprio in questa zono comincia ad assumere contorni avvertibili, esprime bene l’ambivalenza delle vocazioni di una regione che non può difendere lo sviluppo del Nord se non favorendo la sua estensione al Sud. I partiti socialisti della Francia, della Grecia, della Spagna esprimono bene l’esistenza di questo doppio legame. Essi hanno intuito che la via per raggiungere il Nord dello sviluppo attraversa, non paradossalmente, il Sud del sottosviluppo. Proprio mentre sta sorgendo e rafforzandosi, nel Mediterraneo, uno schieramento eurosocialista, che riprende e rilancia i temi di un eurocomunismo, una parte della sinistra italiana sta fissando affascinata la tempesta conservatrice che sale dall’Atlantico, quasi scorgendo il progresso del mondo nei trascorsi dell’Occidente e affidando la pace del pianeta alla rinvigorita aggressività dell’antico modello liberista…
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